Come creare contenuti per la SEO di qualità per posizionarsi meglio

Quando il sito possiede dei contenuti di qualità, si posiziona meglio.

A sostegno di questa tesi ho decine e decine di casi studio verificati di persona e migliaia di studi su altri siti negli anni, che rinforzano questo concetto.

Ma è Google stesso a dare una definizione succinta, ma molto efficace.

I contenuti di qualità identificano un sito di un esperto del settore, autorevole e degno di fiducia. Una pagina o un sito di cui ci si può fidare perché, nel suo campo, che parli di piante da giardino o fisica nucleare conta poco, è competente (expertise), autorevole (authoritativeness) e affidabile (trustworthiness). Ecco la descrizione che ne dà Google.

Il tuo sito, tramite i suoi contenuti, rispetta queste tre prerogative?

Vediamole più in profondità.

La competenza – Per migliorare il posizionamento, hai bisogno di essere visto come un esperto nel tuo campo. La tua competenza deve essere dimostrata e sostenuta, non solo dalle pagine del tuo sito, ma anche dalle tue credenziali e dalla tua “biografia” di autore sul web. Google è in grado di aggregare delle informazioni sul tuo conto che confermano la tua specificità di autore. La competenza sale di importanza per i siti web finanziari, medici o legali che possono avere un impatto sulla salute e sul benessere fisico o finanziario del lettore (in quello specifico campo denominato YMYL: your money, your life). Altri segni di competenza possono essere desunti indirettamente dal comportamento degli utenti sul tuo sito: la frequenza di rimbalzo, quanto interagiscono gli utenti e il tempo trascorso sulle pagine.

Autorevolezza – Non solo esperto, ma anche autorevole. Questo perché non conta chi sei ma anche cosa dici. Un medico negazionista è un medico con una laurea riconosciuta, quindi potrebbe essere competente, ma la sua autorevolezza su certe ricerche è ridotta al minimo. Il tuo contenuto deve rispecchiare l’autorevolezza. Immagina un articolo sciatto, scritto male, che smentisce la tua competenza. O il fatto che nessuno ti citi mai, che non ottieni recensioni positive o link in entrata da altri siti.

Affidabilità – Gli utenti devono potersi fidare di te, essere certi che non ti approfitterai di loro. Questo concetto si applica a tutto ciò che concerne il tema della sicurezza, della trasparenza. Nel caso dell’e-commerce è evidente quanto sia importante che il processo di pagamento sia privo di trappole, che il sito non comporti perdite di dati, che la navigazione avvenga all’interno di un protocollo SSL, che nel sito siano presenti informazioni affidabili e chiare di chi vende cosa.

Un buon modo per andare incontro a questi fattori, imprescindibili, è quello di:

  • Fare le pagine principalmente per gli utenti, non per i motori di ricerca. Non ingannare i tuoi utenti.
  • Evitare i trucchi destinati a migliorare il posizionamento nei motori di ricerca nel breve periodo e perderlo seccamente al primo aggiornamento. Domandati: “Questo aiuta i miei utenti? Lo farei se i motori di ricerca non esistessero? Scriverei davvero questo del mio prodotto parlandone con altri in modo genuino?”
  • Pensa a ciò che rende il tuo sito web unico, prezioso o coinvolgente. Fai in modo che il tuo sito si distingua dagli altri nel tuo campo. È vero che il mercato tende a uniformarsi, ma le persone se possono scelgono secondo un principio di nicchia. Per cui devi provare a rendere il tuo sito unico per quel che riguarda il contenuto che propone. Google penalizza la mera duplicazione di contenuti.

Come distinguere un contenuto di qualità da un contenuto di scarso valore?

  • La qualità del contenuto principale è rivedibile, sono presenti errori di scrittura, grammaticali, ortografici, il lessico usato è livello infimo e non confacente alla natura dell’argomento (immagina un articolo di argomento medico privo della terminologia propria).
  • La pagina restituisce un messaggio di errore ed è quindi irraggiungibile o problematica da leggere. Questo non importa se il resto del sito è di alta qualità.
  • C’è una quantità di contenuto principale insoddisfacente per lo scopo della pagina. Quello che Google definisce “thin content” o contenuto sottile.
  • L’autore della pagina o del sito web non ha abbastanza esperienza per l’argomento della pagina e/o il sito web non è affidabile o autorevole per l’argomento. Questo principio varia a seconda dell’argomento trattato.
  • Il sito ha una reputazione negativa tra gli utenti. Google può aggregare recensioni e pareri negativi.
  • È presente del contenuto che distrae o che non è utile allo scopo della pagina.
  • Non ci sono informazioni trasparenti sul sito.
  • A parte qualche sprazzo, i contenuti di contorno non sono utili.
  • La navigazione è difficoltosa, distrae, obsoleta e perfino ingannevole.
  • Il sito è vecchio, non aggiornato e pericoloso.

Google tenderà a deindicizzare pagine che sono inaffidabili, maligne, che hanno lo scopo di far scaricare contenuti dannosi o compiere azioni pericolose.

  • Pagine che non hanno davvero alcuno scopo se non quello di ingannare gli utenti con reindirizzamenti subdoli, nascosti, verso altri siti pieni di banner pubblicitari spesso in formato pop-up.
  • Siti con design che caricano in alto gli annunci, layout grafici che fanno sembrare gli annunci come caselle di ricerca o come directory con controllo editoriale manuale, mentre in realtà sono aggregazioni volte a ingannare gli utenti e i motori di ricerca.
  • Pagine sui siti Your Money, Your Life con informazioni inadeguate o assenti o comunque esagerate (immagina quei siti che nell’ambito della salute o del benessere finanziario promettono tantissimo senza alcuna credibilità).
  • Pagine che sono state progettate per fare soldi con pochi o nessun tentativo di aiutare gli utenti.
  • Pagine su siti web abbandonati, violati o hackerati.
  • Keyword stuffing, cioè presenza anormale di parole chiavi
  • Contenuto principale generato automaticamente, copiato o raccolto dal web in modo automatizzato.

 Cosa sono i siti “your money, your life” (YMYL)

Google non si affida sempre agli algoritmi per indicizzare i siti e ordinarli nel ranking che conosciamo. In alcune materie sensibili è necessario un intervento umano e questo può avvenire sulla base di azioni manuali. Le azioni manuali irrogano una penalizzazione sul sito perché questo usa delle tecniche di manipolazione troppo evidenti, in settori molto delicati, per i quali è necessario proteggere l’utente da possibili pericoli. Immagina l’esempio di un sito che parla di investimenti finanziari ad alto rischio, presentando solo i benefici e che ottiene un’alta visibilità su Google non a causa dell’attendibilità delle informazioni, ma grazie a manipolazioni dell’algoritmo.

Ma cosa sono i siti your money, your life e perché – secondo Google – in questi casi è necessario che i contenuti siano molto più autorevoli, credibili, provenienti da una fonte di cui potersi fidare.

  • Transazioni finanziarie: pagine web che permettono agli utenti di fare acquisti, trasferire denaro, pagare bollette, e in senso più largo spendere del denaro (come gli e-commerce e le pagine di online banking).
  • Pagine di informazione finanziaria: pagine web che forniscono consigli o informazioni su investimenti, tasse, pianificazione della pensione, acquisto della casa, mutui e prestiti, assicurazioni online.
  • Pagine di informazione medica: pagine web che forniscono consigli o informazioni su salute, farmaci, malattie o condizioni specifiche, salute mentale, alimentazione, integrazione alimentare.
  • Pagine di carattere legale: che forniscono consigli legali o informazioni su argomenti come il divorzio, la custodia dei figli, la disposizione di un testamento, questioni inerenti la cittadinanza, l’immigrazione, il licenziamento.
  • Articoli di notizie o pagine di informazione pubblica/ufficiale importanti con un interesse pubblico: pagine web che includono informazioni su processi, politiche, persone e leggi del governo locale/statale/nazionale; servizi di risposta ai disastri; programmi governativi e servizi sociali; notizie su argomenti importanti come eventi internazionali, affari, politica, scienza e tecnologia. Non tutte le notizie presenti in questi siti hanno questo carattere, pensa ai giornali, che peraltro tendono a riempire i loro contenuti di fuffa.

Progettare e scrivere contenuti SEO di qualità

Se è tutto chiaro, per migliorare il proprio posizionamento su Google occorrono contenuti di qualità e anche un po’ di fantasia e originalità, un punto di vista diverso per ridurre la concorrenza e scegliersi la propria nicchia.

La scelta delle parole chiavi sulle quali far ruotare il contenuto può essere fuorviante se non si mira a intercettare l’intento dell’utente. Pensa alla tua esperienza di ricerca su Google. Perché cerchi una determinata cosa?

Certamente per soddisfare un bisogno o conoscere una informazione.

Quindi la ricerca non è mai fine a sé stessa, anche quando io eseguo un’analisi delle parole chiavi, devo andare oltre la semplice elencazione e chiedermi “cosa cercano davvero gli utenti?”, questa è la vera domanda che devi farti in relazione alle pagine del sito. Cosa vuole un utente che esegue una determinata ricerca?

La risposta nel tuo caso può essere approssimativa, proprio perché ti limiti all’esperienza quotidiana. Gli strumenti che ho a disposizione e l’esperienza dimostrano che le ricerche non sono mai uniformi, sono sfumate e che esiste da sempre un processo di personalizzazione che combatte contro quello di standardizzazione. I trend di acquisto poi variano, spariscono, tornano. Se operi nel commercio avrai senz’altro assistito a questi fenomeni.

Le ricerche sono comunque di 3 tipi:

  1. Navigazionali – l’utente usa Google per navigare su siti che conosce e raggiungerli più facilmente. Ad esempio, per andare sul sito della Gazzetta scrivo “gazzetta” su Google anziché digitare l’indirizzo completo sulla barra di navigazione del browser. Queste ricerche contengono le queries “brand name”, dove scrivo il nome del sito o della persona / marchio che voglio raggiungere.
  2. Informative – rappresentano la fetta nettamente maggioritaria delle ricerche e riguardano l’esigenza e il bisogno di trovare un’informazione a tutti i livelli.
  3. Transattive – sono le ricerche che portano a un acquisto di un prodotto o di un servizio e sono il risultato, quasi sempre, di ricerche navigazionali e informative raffinate. Ad esempio: voglio acquistare un paio di sneakers Jordan, posso andare sul sito ufficiale con una ricerca navigazionale o reperire più informazioni con ricerche successive. L’esito comunque sarà un acquisto.

Se vendi un prodotto o servizio devi chiaramente puntare a trasformare le prime due nella terza. E per assicurarti il massimo vantaggio possibile sulla concorrenza occorre da un lato rafforzare il brand o il prodotto / servizio, per fare in modo di non dipendere troppo da keyword informative, che – una volta raffinate – preferiscono la concorrenza.

Se sei interessato a contenuti di qualità che vendono e in generale a migliorare tutti i processi di web marketing, scrivimi cliccando sul pulsante qui sotto.

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