Come fare SEO fai da te

Fare SEO fai da te di norma è sconsigliato. I motivi sono evidenti: il rischio di commettere errori che compromettono l’indicizzazione su Google sono alti, rischiando di ottenere un effetto contrario rispetto a quello voluto.

Detto questo, penso che si possano fare delle operazioni e adottare delle strategie SEO minimizzando i rischi, seguendo questi consigli e se vuoi una sorta di prontuario che ti metto in calce.

La consulenza di uno specialista SEO, in particolare nel posizionamento su Google, aiuta a ottenere risultati stabili nel tempo, ma può risultare costosa o poco comprensibile all’inizio.

Come esperto non sono nemmeno contrario al fatto che il cliente abbia dei rudimenti della SEO perché ci si comprende meglio, ed egli capisce le sfide che ha di fronte. Non esistono trucchi magici, ma solo conoscenze tecniche da mettere in pratica. E serve un po’ di tempo.

Quali errori SEO devi evitare

Anzitutto, il ricorso al fai da te – se si parte da zero o quasi – comporta una curva di apprendimento molto più lunga. Personalmente faccio questo mestiere da oltre 15 anni e anche in questi giorni Google sforna delle novità che richiedono un aggiornamento e un’attenzione costanti. L’apprendimento è giornaliero, e implica una serie di test e osservazioni tipiche del lavoro sul campo, su tanti siti in contemporanea.

SEO richiede approccio multidisciplinare, non è un trucco

La SEO richiede un approccio multilaterale. Non devi solo “ottimizzare il sito web” o indicizzarlo, ma anche curarlo. Non riguarda solo la link building, che peraltro Google apertamente disdegna, ma anche la produzione di contenuti. Questi non devono essere banali e generici, ma parlare alle persone interessate a quello che fai, chi sei, cosa proponi.

Quindi non devi solo conoscere astrattamente le “parole chiavi” e fare l’analisi della keyword, ma devi saper misurare anche l’intento dell’utente, cercando di comprendere il suo livello di consapevolezza.

Ad esempio, intendi posizionare un e-commerce su Google. Sapresti distinguere, sulla base di un’analisi delle keyword, gli utenti interessati da quelli disinteressati? E come organizzeresti il sito per generare interesse nei primi e aumentare così le vendite? Come impiegheresti le categorie? Come puoi fidelizzarlo e indurlo a spendere di più? Come puoi fargli acquistare un prodotto e anche un altro?

La SEO fatta bene può risolvere questi problemi perché appunto è un campo multidisciplinare, non si limita solo a un aspetto tecnico o solo a un aspetto semantico o a uno pubblicitario.

Le scorciatoie o le ottimizzazioni avanzate, che pure utilizzo, hanno senso solo all’interno di un quadro complessivo. Un esempio classico è quello dei backlink, i link in entrata.

Un sito senza valore che riceve backlink è un sito sospetto, che prima o poi incorrerà in penalizzazioni. La sua crescita non è giustificata da alcun fattore on page, cioè presente nei contenuti o nelle soluzioni che esso fornisce.

Al contempo, un sito perfetto, con buoni contenuti e che offre soluzioni, se non cresce ristagna e rimane in una ipotetica linea di mezzeria tra il sufficiente e il buono.

Cosa occorre fare allora? Non trascurare le due fasi.

  1. lavorare bene sul lato tecnico e dei contenuti
  2. fare una link building intelligente che premi contenuti di valore e soluzioni reali

Importanza di un metodo SEO

Avendo posizionato tanti siti oggi so cosa funziona e cosa non funziona, ma questo fattore di certezza è posto costantemente a rischio, sia dagli aggiornamenti di Google, sia dalle novità tecnologiche.

Pensa solo all’impatto della tecnologia mobile che ha cambiato ogni scenario. Quando ho iniziato non c’erano nemmeno i social media per cui il traffico online era molto meno di quello di oggi. Importante è continuare a testare, studiare, informarsi.

Se vuoi fare SEO fai da te devi considerare queste fasi.

Analisi della concorrenza e delle parole chiavi

In questa fase analizzi la concorrenza su Google rispetto alle keyword di tuo interesse. Procedi quindi a fare una cernita delle keyword che ti portano beneficio, dividendole in 3 tipologie: informative, navigazionali, transazionali.

Le prime riguardano le informazioni che puoi dare sul tuo prodotto o servizio, le secondo ti servono per farti raggiungere su specifiche pagine del tuo dominio, digitando il nome dello stesso o il tuo durante una ricerca; le terze infine hanno una vocazione commerciale, scritte da persone desiderose di acquistare il tuo prodotto / servizio.

Analisi del sito e dello status attuale

L’analisi del tuo sito è importante per stabilire dove sei a livello di posizionamento, quanto disti da una condizione di successo nel ranking su Google, di quanta ottimizzazione hai bisogno. Inoltre riguarda anche specifici problemi di indicizzazione, di presenza di errori, dell’inosservanza di alcuni principi e regole volute da Google (ad esempio: la velocità di caricamento delle pagine).

Ottimizzazione del sito

In questa fase metti in atto tutte le ottimizzazioni del sito, a partire dai meta tag (meta tag title e description) fino all’intento del contenuto, passando per la parte tecnica dedicata alla struttura del sito, alla sua velocità, alla performance reale in termini di vendite o contatti.

Generazione nuovi contenuti ottimizzati

Qui devi preparare una sorta di piano editoriale. Può anche essere previsto prima della fase di “Ottimizzazione”, se il tuo sito non ha alcun contenuto o quello che possiede è insufficiente. Avrai dunque due gruppi di contenuti: quello di riscrittura, dove migliori i contenuti esistono che hanno una bassa performance su Google (tramite un’analisi combinata dei due tool gratuiti di Google: Analytics e Search Console) e quello di scrittura, dove crei da zero i nuovi contenuti (schede prodotto, articoli guide, faq, pagine servizi e consulenza, casistiche et cet.).

Monitoraggio e studio costante della concorrenza

La fase di mantenimento e monitoraggio serve a verificare la performance del sito e dei suoi contenuti nel tempo. Il lavoro di ottimizzazione non è fine a sé stesso. Devi verificare la bontà delle modifiche apportate, e misurarle secondo principi di ritorno di investimento o misurazione della performance (KPI).

Devi essere al passo con i tempi, sapere delle novità, passare per esperto. Avendo la sagacia di ripetere tutto ciò che funziona e scartare quello che non va, anche se ti sei affezionato. Molti proprietari di siti resistono alle modifiche in favore di abbellimenti grafici che oggi sono quasi del tutto inutili, dal momento che il pubblico è perlopiù su smartphone.

Lo studio costante della concorrenza, spiare ciò che fa, aiuta a non essere tagliati fuori dalle novità. Tieni anche conto che gli aggiornamenti di Google costringeranno prima o poi a rivedere qualcosa.

Crescita tramite link building

Google è molto severa riguardo ai backlink, non apprezza gli schemi artificiosi e in generale i link di bassa qualità. Costruire un sito che serve, che offre soluzioni è la miglior garanzia contro le penalizzazioni e soprattutto la strada maestra per ricevere link in entrata.

Si possono creare ad hoc? Certo, si possono sollecitare i proprietari dei siti, chiedendo loro di riconoscere la bontà dei tuoi contenuti (prodotti, servizi) se ne parlano. Importante è non fare spam.

SEO Fai da te guidato

La sfida come noti è molto alta, ma puoi farcela. Se vuoi puoi provare una via di mezzo ricorrendo a un tutorial online sotto forma di corso, che ti aiuta a ottenere i risultati del posizionamento (la prima pagina di Google per più parole chiavi) a un prezzo molto contenuto rispetto alla consulenza vera e propria, mettendo insieme i principi del fai da te, con quelli dell’insegnamento.

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