Aumentare visibilità su Google: come essere visibili su Internet

Il miglior modo per far sì che un sito sia visibile su Google, nelle prime posizioni, è quello di ottimizzare per i motori di ricerca, cioè applicare i principi della SEO.

Il sito internet, per un’azienda, un e-commerce, un sito dedicato a un particolare argomento o il sito dello studio professionale, è indispensabile al fine di raggiungere potenziali clienti e impostare delle strategie di marketing.

È necessario che esso sia visibile dai principali motori di ricerca, in particolare è fondamentale la visibilità su Google. Per questo motivo il posizionamento naturale sul web è imprescindibile, ed è anche quello che porta maggiori risultati. Cioè un sicuro ritorno di investimento.

Cosa è il posizionamento naturale su Google?

Il posizionamento naturale su Google è il più efficace metodo per ottenere visibilità duratura sul web, legata ai contenuti e ai prodotti proposti.

Si ottiene mediante delle tecniche di ottimizzazione del sito, che non implicano l’acquisto di link o pubblicità da altri siti. In buona sostanza il posizionamento naturale si ottiene con l’opera di ottimizzazione del SEO specialist. Nessuna stregoneria, solo pratiche naturali, derivanti dall’esperienza, dall’analisi e dallo studio. Nel 2021 questo discorso vale ancora di più, dopo tutti gli aggiornamenti basati sulla qualità e i dati che illustrano che 9 utenti su 10 cliccano sui risultati organici e non in quelli sponsorizzati di Google Ads.

Migliorare il posizionamento su Google

Il posizionamento naturale conviene perché a differenza del posizionamento a pagamento e di tutte le opportunità di veicolare traffico attraverso programmi pubblicitari, esso costa meno a ha maggiori possibilità di generare il RITORNO DI INVESTIMENTO. In termini pratici: le visite che ricevi essendo in alto sul motore di ricerca aumentano nel tempo anche per effetto del passaparola. Chi è primo su Google vede aumentata la sua reputazione perché gli utenti si fidano dei risultati e pensano che il sito sia raccomandato da Google. Cosa che con la prima pagina di Google è perfettamente normale, figuriamoci con le posizioni di vertice.

Un SEO specialist serio e preparato fa risparmiare tempo e soldi al cliente col posizionamento naturale, senza offrire scorciatoie a pagamento, per un semplice motivo: i suoi interventi, i suoi consigli mirano a soddisfare le esigenze dell’utente potenziale. Se possiedi un sito lo specialista ti aiuterà a trovare il percorso migliore per ottenere visibilità sulle ricerche effettuate dagli utenti, non disperdendo le potenzialità del sito. I risultati si ottengono col tempo, ma iniziando a migliorare le posizioni fin da subito.

Attenzione a chi ti offre la luna per nulla

Il Posizionamento Naturale è un lavoro serio, che richiede tempo, applicazione, prove, test mirati sul tempo, analisi dei dati di traffico e del comportamento degli utenti, nonché una generale supervisione del sito e della sua capacità di generare conversioni, cioè di trasformare le visite in una vendita. Pertanto DIFFIDA da chiunque ti offra un servizio di posizionamento a bassissimo costo, promettendo l’inserimento in 10.000 MOTORI DI RICERCA o DIRECTORY. Dopo un mese di eccitazione ti renderai conto di aver sprecato 150 euro per delle operazioni gestite da un software che ha iscritto il tuo sito nei posti sbagliati. La visibilità si ottiene con la qualità.

Come aumentare la visibilità sul web?

Come faccio ad essere visibile col mio sito su Google? La risposta è semplice. Se sei interessato a migliorare la visibilità del tuo sito sui motori di ricerca, compila senza impegno il modulo di contatti sottostante. Riceverai nel giro di 24 ore un report sullo stato del tuo sito, con il preventivo. Il costo delle operazioni dipenderà dall’analisi della concorrenza, dalle parole chiavi scelte nonché dallo stato iniziale del tuo sito: il mix di questi elementi determina cosa serve per portare in alto su Google il tuo sito. Non ci sono spese aggiuntive. Il lavoro è online e per tenersi in contatto, oltre a Skype e al telefono, ci sono le mail.

Obiettivo ottenere i primi posti su Google

Come salire di posizione su Google? Come essere in prima pagina su Google? Ricevo spesso domande di questo tipo. Non esistono trucchi, ma tecniche di posizionamento che aiutano a raggiungere i primi posti, compresa la visibilità su Google Maps, assai rilevante per tutte le attività locali, grazie al servizio gratuito offerto da Google My Business.

Per migliorare il posizionamento del sito su Google occorre mettere il tuo sito nelle condizioni di rispondere alle esigenze di qualità richieste dal motore di ricerca per qualsiasi informazioni richiesta (detta “query”). Google basa l’indicizzazione sulla qualità dei contenuti e l’attendibilità delle risposte fornite.

Pertanto il miglior modo per ottimizzare una pagina web è identificare quali sono le parole chiavi cercate dalle persone in relazione al nostro contenuto, e migliorarlo tendendo conto della ragion d’essere della query. Facendo in modo che i contenuti del  tuo sito siano in grado di fornire risposte attendibili, utili, condivisibili su tutto lo spettro di informazioni a cui l’utente potrebbe essere interessato.

Un contenuto ricco di informazioni, autorevole, spendibile come consiglio o suggerimento, è in genera una pagina web che sa rispondere a domande aggiuntive. Se cerco – per esempio – informazioni su un hotel a Roma, potrei essere interessato ad averlo in centro. Allora io cerco “hotel a Roma centro” con il chiaro intento di escludere da questa ricerca tutti gli hotel che non sono in quella specifica area geografica. Pertanto Google premierà solo quei siti che effettivamente operano questa ricerca raffinata, in particolare le pagine di ricerca raffinata di un portale turistico. Oppure, molto più semplicemente, nell’ambito del posizionamento su Google Maps, mostra tutti quegli alberghi che geograficamente stanno in centro.

Quindi, in definitiva, per salire di posizione su Google ed essere nei primi posti quando si effettua una ricerca, occorre dotare il sito di contenuti che effettivamente corrispondono a ciò che cerca l’utente.

Le strategie SEO base che puoi adottare

Ci sono due tipi di tattiche SEO che possono essere utilizzate per migliorare il posizionamento organico di un sito web nei motori di ricerca:

SEO sulla pagina (on page): Consiste nell’ottimizzare le pagine web per fare in modo che lo spider di Google (googlebot) le legga e capisca senza equivoci di cosa trattano, in modo da trovare indicatori di qualità e attribuirgli un valore che poi determina la posizione, cioè il ranking. Per applicare con successo il SEO on-page, bisogna sapere cosa cerca Google(-bot) quando scansiona una pagina web.

SEO off page: Questo include tutte le azioni che un professionista SEO esegue al di fuori della pagina web che intende posizionare. Fondamentalmente, si tratta di far conoscere il sito nel web, ottenendo backlink di qualità senza apparire artificioso o innaturale. Google tiene conto di questi link e calcola la popolarità o l’autorità del tuo sito web anche in relazioni ad essi, e comunque – in modo raffinato – rispetto a un più largo ecosistema che in questa sede non è semplice spiegare.

L’ottimizzazione on page

L’ottimizzazione on page conosce almeno 4 fasi:

  • Analisi del sito attuale

  • Scouting delle parole chiavi interessanti

  • Ottimizzazione (o creazione) dei contenuti

  • Applicazioni dei principi di SEO tecnico

Nell’analisi del sito attuale è necessario utilizzare degli strumenti avanzati, lo scopo è quello di determinare almeno 2 cose:

  • Se il sito attuale sta ricevendo traffico qualificato, cioè traffico che abbia a che fare con i contenuti che dovrebbe contenere e che vogliamo sottoporre ai nostri utenti visitatori.
  • Se nel sito sono presenti errori e fattori tecnici che impediscono a Google di indicizzare correttamente il sito, leggere i contenuti. Questa analisi va estesa anche alle modalità in cui l’utente fruisce il sito, se incontra errori, ostacoli, se ha difficoltà a navigare, se non trova quello che cerca o – peggio ancora – se viene ingannato o portato a fare azioni per lui potenzialmente pericolose (tramite spam e attacchi malware). In questo senso è opportuno fare una verifica sulla presenza di penalizzazioni manuali o algoritmiche.

Lo scouting e la scelta delle parole chiavi (keywords) utilizza strumenti di previsione e comparazione:

  • Il più famoso è il Planner di Google Ads, che però può essere impiegato solo avendo un account di Google Ads attivo (quindi devi spendere in annunci sponsorizzati). Esistono strumenti gratuiti o a pagamento in rete che usano le API di Google per fare lo stesso lavoro. Lo scopo di questa analisi è principalmente quella di capire che tipo di traffico occorre costruire e quali parole chiavi portano visite ai siti dei concorrenti. Una volta raccolte queste keyword occorre capire quanto sono presenti sul sito e che posizionamento ha attualmente. Servono quindi strumenti in grado di registrare l’esatta posizione del sito, al netto della cronologia personale. Infatti, quello che vedi sul motore, mentre fai una ricerca, non è detto che equivalga a quello che vede un altro utente in una città diversa dalla tua. Dipende dalle parole chiavi.
  • Grazie a tool più avanzati è possibile sapere cosa fa la concorrenza e prevedere il tipo di difficoltà che ci aspetta nel posizionare una pagina per una determinata keyword. Lo scouting quindi è anche mirato a scegliere le parole chiavi corrette e non perdere tempo in keyword che non porteranno alcun valore. Lo scopo del posizionamento non è infatti ottenere una buona posizione su Google, ma convertire il traffico in vendite o contatti del vostro prodotto / servizio. In ogni caso, anche se serve traffico per aumentare il numero complessivo di pagine viste, questo dev’essere mirato. Altrimenti non serve a nulla.

Come scegliere le parole chiavi in modo corretto

Per scegliere in modo corretto le parole chiavi gli strumenti sono importanti, ma non quanto capire l’intento dell’utente che si nasconde dietro una parola chiave o più precisamente dietro una ricerca (query).

Facciamo un esempio per capire meglio questo passaggio. Se cerco “prossimo tour Måneskin” mi sto informando su uno specifico argomento, ma sto anche esprimendo un intento, che è quello di sapere le date e trovare i biglietti. Eppure non l’ho specificato in modo così preciso. Diciamo che su Google ho inserito quello che potrebbe essere un’idea.

Un aspetto molto importante da sapere è che fino a non molti anni fa, questa ricerca avrebbe richiesto maggior raffinazione e quindi più ricerche su Google per trovare quel sito ottimizzato per la parola chiave precisa.

Oggi invece Google è molto evoluto e si comporta come un’intelligenza artificiale, simulando dunque la capacità umana di esprimere un significato senza per forza esplicitare verbalmente. E quindi va oltre la parola chiave che ho inserito e interpreta quello che potrei definire come un “retropensiero”, cioè il mio intento.

visibilità su google

Come puoi vedere dal risultato della ricerca (SERP) il primo sito che Google mostra, dopo aver aggregato le informazioni nella fascia Eventi (tramite l’ottimizzazione avanzata fornita dai dati strutturati) è proprio un famoso portale per l’acquisto di biglietti per eventi musicali e di spettacolo.

Quindi Google non solo ha fornito la risposta ovvia (date e città, con orari), ma offre pure quella funzionale, che interpreta il mio scopo permettendomi di acquistare i biglietti. Eppure, se noti nel primo risultato si parla di biglietti dei Måneskin e non di “prossimo tour”.

Questa capacità di Google può essere sfruttata, con un processo di reverse engineering, per ottimizzare i contenuti secondo l’intento dell’utente e non secondo la formulazione letterale delle parole chiavi.

Per questo motivo anche tanti SEO specialist non riescono a posizionare i siti nelle prime posizioni. Perché si affidano troppo agli strumenti e poco alla semantica, per la quale serve una certa sensibilità.

Google poi offre varie possibilità di raffinare la ricerca nello stesso risultato.

serp seo

Ottimizzazione (e creazione) dei contenuti in chiave SEO

Una volta che abbiamo capito quali keyword scegliere e come interpretarle, spiando anche quello che fa la concorrenza, è necessario aiutare Google a capire che il nostro sito parla proprio di quell’argomento.

Come detto poco sopra, ci sono due modi:

  1. Scrivendone sul sito
  2. Gli altri siti “segnalano” a Google che ne parliamo

Rimanendo nel punto 1, l’ottimizzazione dei contenuti è il primo passo da fare. Si tratta, in fondo, di dar seguito all’analisi delle parole chiavi, del sito e della concorrenza. Fino ad adesso abbiamo risposto alle seguenti domande:

  • Quali sono le parole chiavi interessanti per il mio business?
  • Quali di queste parole chiavi portano davvero un ritorno di investimento?
  • Esistono parole chiavi che nel loro intento semantico sono più importanti di altre?
  • Quali siti della concorrenza usano queste keyword?

Ora si tratta di rispondere a questa ultima domanda: Il mio sito è ottimizzato per le giuste parole chiavi?

La risposta può essere varia, ma se il proprietario di un sito si rivolge a un consulente SEO o cerca visibilità su Google è chiaro che, nella stragrande maggioranza dei casi, la risposta è NO.

Come inserire le keyword nei contenuti

Le keyword devono essere presenti, ma senza abusarne proprio perché Google è in grado di capire di cosa parla un articolo o una scheda prodotto dall’insieme di parole e riferimenti incrociati. Detto ciò esistono anche dei fattori di posizionamento da sfruttare.

Una volta scelte le parole chiave da aggiungere per ogni pagina web, bisogna sapere dove posizionarle. Gli esperti SEO sono d’accordo sul fatto che ci sono alcuni posti su cui Google focalizza la sua attenzione. Questi posti specifici sono dove dovresti aggiungere parole chiave.

  • All’inizio del titolo della pagina
  • Nell’URL della pagina
  • Nel primo paragrafo della pagina
  • In almeno un sottotitolo della pagina
  • Nel titolo delle immagini che mostri nella tua pagina
  • Nelle etichette <alt> delle immagini che mostri nella tua pagina
  • Opzionale: nella meta description della pagina. Che equivale a quell’estratto di testo che compare nel motore di ricerca, sotto il titolo di una pagina, a mo’ di riassunto.

Nell’estate del 2021 Google ha iniziato a considerare i titoli H1 presenti nel corpo del testo per mostrare, nei risultati di ricerca, dei risultati più coerenti con la richiesta dell’utente.

Google guarda anche se le tue pagine contengono link interni che permettono la navigazione da una pagina all’altra all’interno del sito (come voci di menu o link all’interno del contenuto). Cerca anche i link esterni che portano i tuoi visitatori a siti web di terzi. L’algoritmo principale di Google, detto PageRank, determina proprio l’apporto esterno in termini algoritmici.

È anche importante che tu comprima le foto che aggiungi al tuo sito web e che impieghi plugin di cache (in WordPress) per assicurarti che la velocità di caricamento della tua pagina non sia troppo lenta. Se la tua pagina impiega più di tre secondi per caricarsi, il 40% dei visitatori la abbandona ancora prima di entrarci e questo influenza negativamente il tuo posizionamento. La velocità di caricamento delle pagine diventa fattore principale e rilevante per posizionarsi bene.

Infine, assicurati che il tuo sito abbia un design reattivo. Questo significa semplicemente che si adatta alle dimensioni dei diversi schermi mobili e che consenta di fare le principali operazioni anche da mobile.

Nel 2015, Google ha iniziato a penalizzare i siti web senza design responsive per cellulari omettendoli parzialmente dalle ricerche effettuate da smartphone. Dal 2019 è attivo il Mobile First-Index. Google, in pratica, utilizza la sua versione mobile per indicizzare i siti.

Come faccio a fare salire il tuo sito nei primi posti di Google

Si dice che l’unica cosa che conta è la prima pagina del motore di ricerca. Però essere in prima pagina di Google con una keyword, puntando unicamente su di essa non porta lontano. Il motivo è semplice: Google premia quei siti autorevoli in grado di posizionarsi su più parole chiavi.

Anzi, è un sintomo di qualità: maggiore è la capacità della pagina web di essere visibile per più keyword, migliore è la possibilità che si posizioni per le parole con più traffico.

Quello che faccio io per salire su Google è quanto segue

  • Analizzo la concorrenza, cioè studio le pagine web che sono ai vertici delle parole chiavi richieste dal mio cliente. Identifico in esse un pattern comune, cioè uno o più motivi di fondo (cioè i fattori di posizionamento) per i quali queste pagine sono naturalmente in alto e occupano i primi posti di Google.
  • Pongo le premesse perché il sito del cliente non violi le linee guida di Google e abbia l’opportunità di sfruttare al meglio i fattori di posizionamento. Elimino gli errori che ostacolano la corretta indicizzazione.
  • Analizzo le query, cioè le ricerche informative che gli utenti formulano su Google. Le analizzo dal punto di vista semantico. Mi chiedo: cosa esattamente cerca un utente, quando effettua una ben definita richiesta, in sostanza quando digita una parola chiave su Google? Studio attentamente il comportamento degli utenti, mi chiedo cosa farei io, analizzo la portata della ricerca in siti tematici e cerco di corrispondere al bisogno di informazione dell’utente. Questa informazione può essere semplice (es.: hotel a Roma centro) o più dettagliata. Io faccio comunque in modo che il sito del cliente sia in linea con le aspettative dell’utente, fornendo ad esso la risposta più plausibile e concreta. In sostanza: creo uno o più contenuti di alta qualità che siano altamente informativi per l’utente (cd. web content marketing).
  • Faccio in modo che il contenuto creato sia altamente ottimizzato in ogni parte. Mi assicuro che il sito rispetti le linee guida, ma che possieda un profilo di ottimizzazione al 100%, nei limiti dell’appoggio dato dal cliente e dei mezzi messi a sua disposizione, della natura del sito. L’idea è quella di avere un sito talmente migliorato che in futuro possa andare avanti da solo, con la sola opera del cliente.
  • I contenuti creati od ottimizzati devono essere diffusi online: cerco di costruire un profilo di link building e link popularity di alta qualità, basato su pochi link tematici ma buoni, su contenuti che per la loro qualità ottengono condivisioni sociali, traffico e link in entrata.
aumentare la visibilità su Google
I risultati possono essere verificati su strumenti attendibili come Google Search Console.

Come verifico i tuoi risultati?

Una volta che mi è stato affidato l’incarico lo stato del posizionamento precedente alla consulenza viene registrato e certificato. I miglioramenti pertanto possono essere verificati direttamente, in quanto tangibili, anche dal cliente. Soprattutto però sono direttamente verificabili nei file di statistica dei contatori. Io utilizzo Google Analytics per tracciare il comportamento dei navigatori sui siti e il cliente vi avrà libero accesso, verificando di persona l’andamento del traffico sul proprio sito. Utilizzo in combinato Semrush, un software professionale che traccia le posizioni e i risultati sulle pagine di Google e Google Search Console, per avere sott’occhio le impressions (numero di volte che il sito viene visualizzato su Google per una determinata keyword) e i click. A questo aggiungo le performance su Google Analytics, per analizzare il comportamento degli utenti.

La visibilità del tuo sito dipende da molti fattori, ma se non sei in prima pagina di Google è come se non esistessi.